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E 646-645
Instancabili tutto fare
di Andrea Castorina
Per venire incontro all’esigenza di possedere un mezzo di trazione più potente ed affidabile delle locomotive E 428, negli anni ’50 il Servizio Materiale e Trazione delle Ferrovie dello Stato concepì il nuovo motore tipo 82-333 che fu impiantato sulle locomotive del nascente gruppo E 646 La prima di una preserie di 5 macchine, l’E 646 001, fu consegnata dalla società TIBB (Tecnomasio Italiano Brown Boveri) nell'ottobre del 1958. Questa locomotiva riprendeva, pressoché in toto, la forma e la colorazione delle sue locomotive progenitrici, quelle del gruppo E 636, primo esempio di locomotiva a due casse articolate poggiate su tre carrelli che tanto successo ebbe negli anni successivi, fino a pochi decenni fa.
Le unità di serie dalla 005 in poi furono dotate di semicasse di nuova sagomatura ed adottarono la colorazione verde magnolia e grigio perla, analoga a quella adottata dall'ETR 300 Settebello, in luogo dell’originaria colorazione in castano e isabella. La prima macchina di serie consegnata all'esercizio fu l'unità 044 nel 1961, successivamente vennero consegnate le prime 36 unità Le E 646 si dimostrarono subito macchine affidabili e potenti rispetto alle sorelle maggiori E636 ed E428. Vennero assegnate ai più prestigiosi treni dell'epoca come “La Freccia del Sud”, l’Expr “Conca d’Oro” e, soprattutto, il famosissimo “Treno Azzurro”, il rapido Napoli — Milano.
Dal 1961 al 1967, con il susseguirsi delle consegne, il numero di E 646 salì a ben 295. Fu proprio in quel periodo che, sulla scorta della riscontrata affidabilità del nuovo mezzo di trazione, i vertici FS decisero l’istituzione di un nuovo e più potente gruppo, classificato E 645, in cui confluirono E 646.201-217, di nuova costruzione, rinumerate 001-017, e tra il 1962 e il 1963 anche le E 646.006-020 (rinumerate E 645 018-032), previa modifica del rapporto di trasmissione da 25/64 a 21/68 per renderle adatte al servizio al traino di pesanti treni merci, prevalentemente sulle linee di valico (Frejus, Sempione e Brennero) a cui erano destinate.
Con l'entrata in servizio delle E 444 e delle E 656, le E 646 vennero, gradualmente, impiegate per servizi minori (regionali e diretti). Per fare ciò a partire dalla metà degli anni ‘70 le unità dalla 142 alla 186 vennero modificate nelle apparecchiature elettroniche,in quelle elettriche di comando ed ai servizi ausiliari per consentire il telecomando da vettura pilota nei treni reversibili. Le medesime modifiche furono apportate a tutte le unità del gruppo negli anni ‘80.
Negli ultimi anni, anche per queste macchine è iniziato il lento e triste declino, esse sono progressivamente sostituite da locomotive di più moderna e funzionale concezione (E 464) ma resterà indelebile in tutti noi il ricordo del prezioso lavoro svolto in oltre 50 anni di onorata carriera su e giù per la Penisola.
I servizi in Sicilia
Le prime apparizioni di E 646 sulle linee siciliane risalgono ai primi anni ‘80, allorquando alcune macchine furono assegnate al deposito locomotive di Messina per essere impiegate in testa ai convogli più prestigiosi dell’epoca come le sezioni del treno Rapido Aurora (Siracusa/Palermo—Roma T.ni) e i prestigiosi Espressi da e per il Continente.
Negli anni ‘90 le E 646 Siciliane, questa volta in livrea navetta, furono impiegate in servizi regionali al traino di modeste composizioni di carrozze MDVC e MDVE.
Oggi, le nostre E 646, ormai all’epilogo della carriera, assegnate al deposito di Palermo, sono utilizzate in servizi eterogenei. Le troviamo, infatti, spesso in testa ai treni regionali nelle linee ME—PA e ME—CT—SR, ma non è inusuale vederle anche in testa a qualche Espresso come la Freccia del Sud, tra CT e AG. Le E 645 (cargo) svolgono, invece, servizio merci e sono assegnate al deposito di Messina.
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Dati tecnici Alimentazione: 3000 Volt, corrente contiua. Rodiggio: Bo-Bo-Bo Peso: 110 t. Rapporto di trasmissione: 25/64. (E645 21/68). Potenza oraria: 4320 kW. Lunghezza: 18.290 mm. (E645:18.250mm). Velocità massima omologata: 140 km/h. (E645: 120 km/h). |



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Foto. A Castorina |

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Foto. R. Copia |
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Scheda 1 |
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Foto A. Castorina |

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Foto A. Castorina |
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